Assertività deriva dal latino “asserere”, in itatliano “asserire”. Quando una persona asserisce qualcosa, la afferma con convinzione e tenacia, pienamente convinta di ciò che sostiene. Essere assertivi significa essere convinti delle proprie azioni e delle proprie idee senza remore ad esprimerle e a portarle avanti.

Il comportamento assertivo può essere graficamente rappresentato come il punto centrale di un ipotetico segmento, ai cui estremi si trovano il comportamento Passivo e ilcomportamento Aggressivo. La persona che si comporta in modo passivo subisce le situazioni senza reazioni apparenti; non esprime idee, sentimenti, azioni, pensieri; svaluta ciò che pensa e sente, dando più importanza a ciò che pensa/sente l’altro o che immagina che pensi/senta l’altro.
La persona che agisce in modo aggressivo tende ad affermare se stesso con arroganza e presunzione, senza il rispetto delle idee e dei sentimenti dell’altro. Tende ad imporsi e a svalutare l’altro per affermare se stesso. In tal senso l’aggressività è l’altra faccia della medaglia della bassa autostima: chi si percepisce minacciato e vuole imporsi sull’altro spesso dubita di se stesso e del proprio valore denigrando e svalutando chi ha davanti.

Per fare un esempio: un dipendente vuole esprimere al suo datore di lavoro delle lamentele in merito alla sua posizione, potrebbe farlo o proponendosi con un atteggiamento troppo condiscendente, magari parlando con un tono di voce basso, in un momento in cui il suo capo è indaffarato, e magari non guardandolo in faccia (comportamento passivo); oppure potrebbe usare una modalità più diretta, magari irrompendo nel suo ufficio mentre è in riunione o al telefono, e usando un tono di voce alto, scortese o perfino accusatorio (comportamento aggressivo).
In entrambi i casi non otterrà un esito positivo, poiché o il capo non avvertirà l’importanza del problema di fronte ad un modo di fare poco deciso, oppure si sentirà offeso o irritato da un comportamento troppo pretenzioso o perfino arrogante. Se volesse agire in modo assertivo, anticiperebbe al suo capo che ha qualcosa di importante da dirgli, assicurandosi di parlargli in un momento consono ad entrambi; userebbe un tono adeguato, guardandolo negli occhi e spiegando con chiarezza le sue ragioni, in modo che l’interlocutore possa capire il suo punto di vista.

Essere assertivi significa saper usare determinate abilità o competenze, ovvero saper raggiungere uno scopo tramite l’uso di strumenti specifici. Quando non riusciamo a raggiungere ciò che ci siamo prefissi, vuol dire che o non era quello l’obiettivo che volevamo ottenere o che abbiamo usato mezzi inadeguati per arrivarci.
Il training dell’assertività si propone di insegnare ai partecipanti tecniche specifiche per modificare il proprio comportamento e renderlo più assertivo, anche incoraggiando ad attingere alle proprie risorse interne e ad affermare se stessi. Chi ha poca fiducia in sé, avrà anche una scarsa opinione di se stesso e difficilmente riuscirà ad essere assertivo.
Chi ha una buona autostima invece, riesce a stabilire un auto-dialogo interno positivo, e non avrà timori a esprimersi con fiducia verso di sé e verso gli altri, con una più alta probabilità di raggiungere i suoi scopi.

Cambiare è, tuttavia, un’impresa non facile, né realizzabile in tempi brevi.
Cambiare implica l’abbandono del conosciuto, che per quanto possa essere frustrante, è comunque un’abitudine con la quale abbiamo imparato a convivere e a porre le nostre difese.
Quindi la decisione di intraprendere un training mirato al cambiamento deve innanzitutto vagliare la propria motivazione al cambiamento, altrimenti si parte già penalizzati.
La domanda da farsi è questa: io voglio cambiare? Una volta chiarito questo si può decidere di intraprendere un percorso che richiederà impegno e sforzo. Un confronto con se stessi, come mettersi di fronte ad uno specchio per riconoscersi in maniera onesta, confronto in cui non è necessario chiederci il perché dei nostri comportamenti, ma capire come ci comportiamo nel “qui ed ora” e come vorremmo invece comportarci.

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